BUON PASTORE

Il passato: un istituto femminile gestito dalle suore
Il Buon Pastore è un complesso di edifici con un grande giardino centrale collocato nel Quartiere Centro nel triangolo delimitato dai Corsi Principe Oddone, Regina Margherita e Principe Eugenio. Fondato nel 1843 dal re Carlo Alberto e affidato alle suore di Nostra Signora della Carità, dette del Buon Pastore, è tuttora di proprietà dell’Opera Pia Buon Pastore, un istituto pubblico di assistenza e beneficienza (Ipab). Fino agli anni Sessanta del Novecento l’istituto provvedeva al mantenimento e all’educazione di ragazze e donne in condizione di particolare disagio attraverso fondi derivati da donazioni di privati, proventi delle attività svolte internamente dalle ospiti e
rette di alcune di esse. Dopo la chiusura dell’istituto il complesso è rimasto per un periodo inutilizzato e a metà degli anni Ottanta, dopo il commissariamento, alcuni edifici sono stati restaurati e riutilizzati.

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Il presente tra uso e disuso
Dal xxx alcuni edifici del complesso del Buon Pastore ospitano gli uffici dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, altri sono affittati, ma vi sono tuttora delle strutture che sono inutilizzate e in attesa di ristrutturazione. Anche il vasto giardino centrale, di circa 8.000 metri quadrati, è attualmente in disuso e necessita di interventi per essere restituito ai cittadini.

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Il futuro: il giardino aperto al pubblico
A breve la proprietà dell’intero complesso sarà trasferita alla Città di Torino, in seguito all’atteso scioglimento dell’Ipab da parte della Regione Piemonte. Gli uffici regionali saranno trasferiti nella nuova sede della Regione al Lingotto e il loro posto sarà preso da uffici della Circoscrizione 1 e della Città di Torino. Gli edifici danneggiati e attualmente in disuso dovranno essere oggetto di consistenti interventi, ma la loro progettazione al momento non è ancora iniziata. Il giardino centrale, una volta riqualificato, sarà riaperto al pubblico, è qui che con il percorso del Bilancio Deliberativo co-progetteremo con i cittadini interessati gli interventi da realizzare per restituirlo al quartiere e alla città.

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